
Non deve far pensare ad un remake cinematografico del film omonimo , ma al vizio di ogni coach che viene ad allenare la nazionale Italiana di rugby di buttare a forza nel team giocatori stranieri .
Eppure Mallet sembrava aver capito l'antifona e accettato la sfida ottenendo discreti risultati all'ultimo 6 nazioni utilizzando solo giocatori italiani.
Anzi girava voce che nei venturi test match già organizzati per l'estate e l'autunno si sarebbe dato il via ad una serie di esperimenti con Marcato apertura pura al fianco di Picone e largo spazio ai giovani come Buso, Reato, Patrizio , Nitoglia , Cittadini e via dicendo in modo da far maturare importante esperienza internazionale ai ragazzi.
Certo il bacino di pescaggio delle nuove leve rimane sempre risicato ma avendo davanti un progetto di 4 anni ci sono tutti i tempi tecnici e la pazienza per far crescere le nostre promesse nostrane.
Tuttavia ecco che giusto l'altro ieri per il primo stage della nazionale post 6nazioni Mallet convoca
Gerard Fraser (nella foto) neozelandese , apertura del Calvisano e Italiano per aver sposato un annetto fa una ragazza locale; e McLean , estremo australiano italianizzato a forza per via di due suoi nonni di chiara origine italiana.
Questo lo vedo a mio avviso un mezzo voltafaccia degli addetti ai lavori dopo le tante belle e profuse parole spese sulla valorizzazione del nostro vivaio.
Tanto valeva essere onesti dall'inizio ed usufruire magari dell'esperienza dei vari Griffen, De Marigny, Wakarua , Vosawai , Persico e Barbieri , stranieri ma già ben accettati nel giro della nazionale, per fare da chioccia alle nostre leve e attuare così un giusto cambio generazionale in vista dei mondiali 2011.
Speriamo venga fatta chiarezza.