
"...In luglio 2008 il Gat, il “Nucleo speciale frodi telematiche” della Guardia di Finanza scopre su internet un traffico di “cyber-droghe”, in pratica “brani musicali”, “sequenze sonore” che riescono avere sulla psiche delle persone che le ascoltano, effetti simili alle droghe tradizionali. Purtroppo non si tratta di un film di fantascienza ma è l’ennesimo caso in cui la realtà supera la più fervida immaginazione. Questi brani o sequenze, utilizzano frequenze infrasonore (dai 3 ai 30 Hz) che agiscono direttamente nel sistema nervoso centrale provocando reazioni che vanno dall’eccitazione al rilassamento. I nomi di questi “file” venduti in rete, sono gli stessi delle medesime droghe: “Marijuana”, “Cocaina”, “Acid-QH”, “Hand of God”, “Trip”, “Peyote”, “Out of body”, “Ecstasy”, ecc.
Attualmente le “i-dose” (i-pod, i-phone, ecc.), cioè le “dosi virtuali”, vengono cedute a prezzo simbolico, ma a differenza delle droghe classiche, queste possono essere consumate (ascoltate in cuffia) e poi passate agli amici..."
Pezzo tratto da Disinformazione.it
Questo spiega perchè i musicisti sono dipendenti dalla lora musica, e stanno male se non suonano a lungo.
Questo spiega perchè chi ci sente o acolta alcuni gruppi dice che toccano i chakra o trasmettono emozioni sonore.
Ma non si può paragonare la musica alla droga nel mero senso letterale, seppure le due cose sono state spesso accostate.
C'è gente che ha preso a suonare e poi a drogarsi
ed altrettanti che grazie alla musica hanno tenuto lontano la droga e cattive amicizie
ma di quest'ultimo caso se ne parla pochissimo, perchè agli occhi del pubblico fa poco fico , poco trasgressivo.
Chi se ne fotte
giù
di sotto
noi si continua a suonare.